Lo stato comatoso in cui versa il trasporto pubblico nella città di Caserta è una ferita per i cittadini che dura da troppo tempo. Stranamente, tuttavia, noto che il tema è scomparso dall’agenda politica e di governo. Cosa stanno facendo Regione e Provincia di fronte allo sfascio dell’Acms? Dove sono finiti i progetti della metropolitana leggera che doveva congiungere il capoluogo con la conurbazione? Per non parlare della linea ferroviaria Alta Capacità Napoli-Caserta-Bari. Perché nessuno discute più di questi argomenti, che rappresentano i problemi reali dei cittadini? Regione e Provincia sono completamente fermi e in silenzio. Non possiamo più consentirlo e credo che bisogna fare presto, prima che la situazione precipiti ulteriormente.
Quando sono stato amministratore, grazie all’utilizzo di fondi pubblici del programma Urban II, riuscii a far acquistare 4 bus elettrici, che avrebbero dovuto garantire il percorso all’interno del centro storico. Ebbene, in tutti questi anni quei bus sono stati tenuti fermi e oggi sono ancora lì parcheggiati.
Di fronte a tutto questo, se riusciremo a vincere le elezioni, il mio impegno sarà chiaro: li attiverò immediatamente e saranno a disposizione dei turisti e dei cittadini nel perimetro del centro della città. Ma prima ancora di questo atto, chiederò la restituzione della delega in materia di trasporto alla Provincia, a cui il Comune l’ha affidata. La città capoluogo farà da sola e senza più la zavorra dell’attuale sistema. La città di Caserta bandirà un’apposita gara per avere il meglio delle tecnologie e delle soluzioni, nel rispetto totale dell’ambiente.
Questo vuol dire che dovrà essere ripensato l’intero sistema di trasporto, non solo quello su gomma (gli autobus).
Vi sintetizzo la mia idea, per condividerla e porla alla vostra attenzione.
Io credo che i mezzi di trasporto urbano devono innanzitutto essere trasformati a combustione naturale, elettrici (idea che oggi tuttavia presenta ancora costi elevati) o a metano con un minor costo di realizzazione.
Questa tipologia di trasporto è da prevedere in partenza e arrivo dagli eco-parcheggi, che immagino sia come posteggi auto serviti da pensiline fotovoltaiche sia come speciali parcheggi con servizio auto elettriche a noleggio (il car sharing già attivo in alcune grandi città come Milano). Questo permette una mobilità obbligatoria (anche per coloro che non volessero saperne di bike o car sharing) da e per la città di Caserta, in particolare il centro urbano dove vi è la presenza di enti e uffici pubblici, con apposite aree sosta e attesa del mezzo pubblico.
Si incomincia così a delineare in maniera semplice e capillare una città ecosostenibile, dove l’uso delle autovetture viene disincentivato con un efficiente servizio di mobilità a costi ridotti per qualsiasi cittadino (avremmo infatti un minor costo rispetto ad ore di parcheggio) e una città finalmente libera da ingorghi e inquinamento.

Carlo Marino

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