Programma

Non occorre essere degli esperti sociologi per capire che Caserta vive abbandonata in uno stato di profondo degrado.
Basta passeggiare per la città per averne subito la sensazione.

Io vivo a Caserta e come te avverto la distanza che ci separa in termini di sviluppo, di servizi, di qualità della vita e di immagine da tutti gli altri capoluoghi della regione, come Benevento, Avellino, Salerno e Napoli.
Per questo Caserta ha bisogno di una svolta profonda che coinvolga gli strati più ampi della popolazione.

Solo così potremmo metterci alle spalle gli scandali, l'ospedale commissariato per camorra, il dissesto al Comune, la città abbandonata, la crisi delle attività commerciali, le illegalità diffuse.
Io e la coalizione di centrosinistra che mi appoggia abbiamo l'ambizione di guidare questo cambiamento che deve riportare alla riscoperta di un senso civico, di un senso di comunità per cui ha lavorato negli anni un pastore di anime come l'arcivescovo emerito, monsignor Raffaele Nogaro.

Solo in tal modo Caserta potrà riconquistare un ruolo di primo piano nel sistema istituzionale e politico della Campania.

Patto per lo Sviluppo di Caserta

Caserta Smart City

La Riforma del Comune

I Tempi della Città

Legalità e Sicurezza dei Cittadini

Vivibilità

Reggia, San Leucio, Siti Vanvitelliani, Caserta Vecchia e Turismo Culturale

Parco delle Borgate Tifatine e Oasi del Bosco di San Silvestro

Macrico

Oil Free Zone

Commercio

Caserta Capitale della Cultura 2018 e Attività Culturali

Sport

Politiche Sociali, Politiche per la Famiglia, Sanità

Politiche Ambientali

Università, Policlinico, Ricerca e Formazione

Gestione delle Entrate Comunali

Gestione della Sosta

Si tratta di un’articolazione specifica per il territorio casertano del recente Patto per lo Sviluppo della Campania, sottoscritto nella Prefettura di Napoli, tra il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca.

Questo patto prevede un investimento pari a poco meno di 9 miliardi e 500 milioni di euro, mediante la messa a sistema di risorse finanziarie disponibili ordinarie e aggiuntive, nazionali ed europee (nonché ricorrendo ad altri strumenti quali fondi rotativi, project financing, ecc.) nelle seguenti aree di intervento: infrastrutture, ambiente, sviluppo economico e produttivo, scuola università e lavoro, turismo e cultura, sicurezza.

È stata già avviata, con il contributo di tanti, una ricognizione dei progetti esistenti e finanziabili e consideriamo prioritaria la stesura immediata di ulteriori progetti nei settori di investimento previsti che andranno a costituire il contenuto programmatico del Patto per Caserta, da sottoscrivere con il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca e con il rappresentante dell'Agenzia per la Coesione Territoriale.

Caserta potrà mai aspirare a diventare una «città intelligente»? Le nuove tecnologie hanno oggi raggiunto livelli di efficacia così alti che si può ben dire che una digitalizzazione di tutte le attività umane è solo una questione di tempo. Il contestuale sviluppo di nuove tecnologie per la mobilità (in particolare le auto elettriche), gli apparati che ormai riescono a fare da qualunque posto qualsiasi cosa (pensate a quante cose fate ormai con il vostro smartphone) e i prossimi investimenti sulla rete di telecomunicazione annulleranno di fatto i ritardi accumulati nel tempo.

Prendiamo ad esempio il tema dell'illuminazione pubblica. Tema molto importante da tanti punti di vista ma in particolare per la sicurezza dei nostri territori. L'introduzione del led e la possibilità di trasformare il «punto luce» in una centralina intelligente (dotata di wi-fi, webcam, sensori che regolano intensità della luce, ecc.) hanno reso la rete di illuminazione pubblica la prima infrastruttura su cui investire.

Oppure immaginiamo la quantità di informazioni che potremmo far giungere ai turisti di passaggio alla Reggia. O quanto sia importante procedere alla chiusura al traffico del centro, offrendo però nuove possibilità (bici, auto elettriche, car sharing) per spostarsi rapidamente e in economia.

La vera rivoluzione non è solo tecnologica. Riguarda l'organizzazione della macchina comunale, le procedure, la effettiva sensibilizzazione dei cittadini-utenti che questi nuovi servizi devono conoscere e apprezzare. Ma soprattutto è necessario per la loro implementazione sostituire le vecchie modalità di erogazione.

La vera rivoluzione da fare a Caserta riguarda l'organizzazione della macchina comunale e la riforma delle procedure. Al centro deve esserci il cittadino. Per me è un punto indiscutibile. Il Comune deve rispondere con precisione e puntualità alle domande dei cittadini. Anche se sono dei «no» devono essere detti in tempi certi e con motivazioni precise.

I recenti scandali che hanno minato le basi della credibilità e dell'affidabilità della macchina comunale a Caserta impongono un cambiamento radicale. Non solo nulla dovrà tornare al suo posto, ma la regola sarà la rotazione in tempi definiti, la trasparenza assoluta degli atti, la riconoscibilità delle responsabilità.

Le risorse a disposizione saranno minime, ma le dedicheremo soprattutto per premiare l'innovazione, il merito, l'effettivo raggiungimento del risultato.

Non tutti sanno che Caserta è una città che accoglie ogni mattina 30.000 persone che arrivano da fuori. Almeno quelle ufficialmente censite. Circa 18.000 per lavorare, oltre 12.000 per studiare. La città caotica, che si intasa in alcuni momenti della giornata, che appare sempre sporca, dipende quindi molto dagli orari di apertura e di chiusura degli uffici, delle scuole, dei negozi, dei musei. Sarebbe necessario trovare un punto di incontro tra varie esigenze, dove la logica dovrebbe dire che non tutti possiamo fare tutto nello stesso momento o quando ci pare, perché tutto ciò provoca una gran perdita di tempo. Il tempo è invece un valore. Pensiamo spesso di poterne godere all'infinito. Ma non è così. Rispettare gli spazi e i tempi di tutti dovrebbe essere la nostra prima grande rivoluzione.

In molte città evolute, soprattutto del nord Europa, la mappa dei tempi e degli orari rappresenta la carta costituiva di una città. Se le scuole aprono nello stesso momento degli ospedali e degli uffici pubblici qualcosa non funzionerà di sicuro.

Al centro dobbiamo mettere l'idea che Caserta può diventare una città della conoscenza, del sapere e della cultura. Le nostre scuole devono diventare il perno della vita cittadina, potenziando il tempo pieno, garantendo ai nostri ragazzi cibi sani in mense efficienti e gustose, aprendo al pomeriggio le strutture alle tante attività necessarie ai nostri quartieri (sport, tempo libero, materie integrative, conoscenza delle lingue, ecc.). Insieme alla scuola priorità dobbiamo darla ai tempi delle donne. Come spesso solo retoricamente affermiamo sono loro a fare insieme più lavori, affannandosi in una città che non le rispetta. Quindi i tempi di organizzazione della famiglia, del lavoro che fanno le donne, di come offrire servizi pubblici nei vari momenti della giornata saranno per noi gli assi portanti di un «piano regolatore del tempo» il cui primo obiettivo sarà quello di migliorare la qualità della vita di tutti.

Il ripristino e il rispetto della legalità sarà la precondizione di ogni attività amministrativa. Solo così si potrà garantire trasparenza amministrativa e partecipazione dei cittadini. In materia di appalti, come primo atto, dovrà essere firmato un accordo con l'autorità anticorruzione di Raffaele Cantone per l'esercizio di un'attività di controllo e di vigilanza. La casa comunale come «Casa di Vetro» ispirerà tutte le azioni amministrative a partire dal sito web comunale, da rendere più leggibile agli utenti, dal potenziamento dell'U.R.P., al costante aggiornamento dell'archivio delle delibere e gare d'appalto, alla nomina dei responsabili della prevenzione della corruzione in attuazione delle norme sulla trasparenza della pubblica amministrazione. L'adozione di un Codice Etico condiviso tra Comune, Enti e associazioni sarà tra i primissimi atti della nuova Amministrazione.

Saranno costituite, inoltre, consulte e forum tematici per garantire la partecipazione della rete di associazioni all’attività amministrativa. La sicurezza dei cittadini e il controllo della città sono gli altri presupposti indispensabili per qualsiasi attività economica, sociale, civile e culturale. Ciò può essere realizzato, pur tenendo conto che il Sindaco ha limitati poteri in materia, attraverso la realizzazione di una serie di interventi, quali la video sorveglianza, la istituzione di un piano permanente di coordinamento tra Prefettura, Questura, Carabinieri e Vigili Urbani all'interno del Comitato Provinciale per l'Ordine Pubblico e la Sicurezza, per una lotta alla microcriminalità, la sollecitazione di una presenza attiva dei vigili urbani nei quartieri e nelle frazioni.

Una città «vivibile» è una città in cui, finalmente, i costi per l’educazione, la cultura, il sociale non sono considerati spese ma sono considerati investimenti. Una città «vivibile» è una città «normale». E in quest’ottica e voglia di ritornare alla normalità, urgente e prioritaria deve essere la stesura e l'attuazione di un piano di manutenzione straordinaria della città, dei suoi quartieri e delle sue frazioni, che comprenda il rifacimento del manto stradale, la cura del verde e il potenziamento del sistema di illuminazione e delle attrezzature necessarie alla «vivibilità» urbana.

Una città «vivibile» è una città che risolve in modo efficace il nodo del traffico e della mobilità, garantendo i collegamenti tra centro e periferie, in modo particolare le frazioni, prevedendo, inoltre, tariffe agevolate per anziani, studenti, immigrati ma, soprattutto, coordinando le corse con gli orari di massimo utilizzo, come quelli delle scuole o degli uffici.

Una città che garantisce e tutela gli anziani e i soggetti diversamente abili, con percorsi agevolati, abbattendo le barriere architettoniche e migliorando l’accessibilità pedonale, con la riqualificazione e la messa in sicurezza dei percorsi, con l’allargamento della perimetrazione e di orario della ZTL e dell’isola pedonale, incrementando le piste ciclabili. Una città che punta sulla riorganizzazione e sistemazione dei parcheggi, con particolare attenzione a quelli in prossimità delle aree di pertinenza delle fiere mercatali, prevedendo prezzi agevolati e/o soste gratuite in occasione di eventi per rivitalizzare il centro urbano.

Lo sviluppo economico e occupazionale della città di Caserta deve essere perseguito, attraverso un forte e intelligente rilancio del polo turistico culturale rappresentato dalla Reggia e dai siti Borbonici, San Leucio, Belvedere, Vaccheria, nonché dalla città medievale di Caserta Vecchia, ma anche San Pietro a Montes, San Rufo, l'Eremo di San Vitaliano nell'ambito più complessivo delle preesistenze romane, etrusche e sannite della più vasta conurbazione. L'azione dell'Amministrazione comunale sarà rivolta, quindi, a una rigenerazione e a una rifunzionalizzazione delle zone adiacenti alla Reggia (Caserma Pollio, Emicicli, Cavallerizze, piazzale ferrovia, Università, parcheggio sotterraneo, etc.) e dell’intero quartiere di San Leucio.

Il complesso vanvitelliano di San Leucio rappresenta una testimonianza unica di una colonia di lavoratori che in virtù di uno statuto innovativo redatto da Bernardo Tanucci, uno dei ministri più illuminati della storia, erano organizzati in una struttura sociale che garantiva eguaglianza, istruzione e assistenza ai propri componenti. La nuova Amministrazione si impegna a mettere in atto tutte le procedure di concertazione necessarie per introdurre in questo luogo funzioni di eccellenza che ne esaltino le potenzialità in termini di attrattore, a partire da un vero museo della seta che «racconti» la storia delle preesistenze industriali. È fondamentale istituire un Tavolo di Concertazione con la Direzione della Reggia, per «aprire il cancello» che collega la Reggia con l’Oasi di San Silvestro, San Leucio e il Belvedere, ampliandone i confini e le potenzialità. Oggetto di questo tavolo, in un ambito di una programmazione più puntuale, dovrà essere la destinazione d’uso di alcune parti del monumento vanvitelliano (Archivio di Stato, etc.) e dell’intero complesso del Belvedere. Solo dopo la definizione di questi aspetti, sarà possibile individuare e realizzare una serie di iniziative e di strutture di supporto, come Sale Didattiche, Museo della Seta, Centro di Accoglienza e di Informazione, servizi di trasporto, etc.

La valorizzazione e tutela delle nostre risorse naturalistiche è inscindibile da quella culturale e quindi l'istituzione del Parco delle borgate tifatine, di cui la colonia di San Leucio è parte integrante, sarà l'occasione per valorizzare e tutelare tutta l'area pedemontana che si estende ai comuni della fascia che va da Maddaloni a Capua, anche attraverso il recupero della sentieristica esistente e delle preesistenze architettoniche di grande pregio.

Il Parco delle Borgate Tifatine, collegato con l'Oasi del Bosco di San Silvestro, consentirà il recupero dei vecchi sentieri della antica cintura della città, lungo il percorso dello storico Acquedotto Carolino fino ai Ponti della Valle, riqualificati da opere di riforestazione, con la realizzazione di orti botanici e il recupero delle antiche tradizioni agricole.

Proprio partendo dalla Reggia e dal Parco, in continuità naturale, dall'altro lato della città, al termine del Corso principale, si impone la necessità del riuso di questo spazio oggi chiuso e da recuperare come contenitore di funzioni pubbliche (scuole, cittadella dello sport, verde attrezzato, Parco Aerospaziale, etc.) che può rappresentare una ulteriore occasione di sviluppo, di cerniera con il resto della città, realizzando un complesso organico e integrato. Precondizione rispetto a qualsiasi ipotesi di riutilizzo è, comunque, l'avvio di una trattativa con l'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, attuale proprietario dell'intera area, per concretizzare un piano di cessione, bonifica e riqualificazione, con l'intervento anche della Regione e un possibile utilizzo di finanziamenti disponibili per tale tipo di intervento.

Sarà possibile prevedere e realizzare, così come previsto dall’art.71 della Legge n.221/2015 (collegato ambientale), un’area territoriale nella quale, saranno avviate sperimentazioni concernenti la realizzazione di prototipi e l’applicazione, sul piano industriale, di nuove ipotesi di utilizzo dei beni comuni.

Si avrà particolare riguardo agli aspetti connessi con l’innovazione tecnologica applicata alla produzione di energie rinnovabili, alla ricerca di soluzioni ecocompatibili e alla costruzione di sistemi sostenibili di produzione energetica, ricordando che la Regione Campania ha istituito l’Osservatorio Regionale sull’Economia Verde, che unitamente al Piano Annuale per l’Economia Verde hanno lo scopo di orientare le politiche a sostegno della green economy tenendo in particolare considerazione lo sviluppo delle OIL FREE ZONE.

Insieme al turismo, un impulso allo sviluppo economico può derivare dal rilancio del comparto del commercio, interrompendo e invertendo la crisi del settore derivante oltre che dalla crisi economica anche dalla presenza della grande distribuzione organizzata. La rivitalizzazione del centro storico può favorire l'obiettivo del centro commerciale naturale, attraverso una concertazione costante tra Comune, associazioni di categoria, enti in modo da consentire agli imprenditori dei consorzi di ottenere reali vantaggi dalla nascita di tale nuovo soggetto. L'individuazione di zone franche urbane, per le quali sono già previsti finanziamenti regionali ad hoc, realizzate attraverso agevolazioni fiscali e strumenti di incentivazione al Commercio e alle imprese artigiane, dovrà favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri e aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale.

Polo Sviluppo Locale

Realizzeremo un organismo per l’esercizio di competenze relative all’assetto e allo sviluppo economico del territorio comunale (art. 13 TUEL), che consentirebbe un controllo diretto su alcuni snodi essenziali dell’azione amministrativa, come, ad esempio, la pianificazione e lo sviluppo delle aree produttive e commerciali.

Ho fatto mia la proposta avanzata dal Direttore della Reggia di candidare Caserta a capitale della cultura 2018. Questa candidatura deve fondarsi sul grande valore della Reggia e del sistema dei siti vanvitelliani, di San Leucio, di Casertavecchia in stretta connessione con le eccellenze del Polo Turistico Culturale di Terra di Lavoro. Solo utilizzando una logica di sistema sarà possibile raggiungere un risultato così straordinariamente importante, superando protagonismi settoriali e particolaristici che, invece, imbrigliano le nostre realtà politiche, istituzionali, culturali ed anche le nostre comunità.

Sono convinto che solo con la collaborazione tra Comune, Direzione della Reggia e Università si possa raggiungere questo storico traguardo, lavorando insieme anche per una continua programmazione culturale di qualità. In tal senso va, ad esempio, l'annuncio del Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, di far svolgere nella prossima estate una stagione concertistica alla Reggia. Su questa strada bisogna proseguire, aprendosi a collaborazioni anche con istituzioni culturali di grande prestigio, come il teatro di San Carlo, il teatro Mercadante, il Napoli Teatro Festival. Così si risponde al bisogno impellente che abbiamo di organizzare grandi eventi (per la valorizzazione del circuito dei beni culturali e monumentali e agganciare i flussi turistici) e di avere una programmazione annuale di qualità che spazi verso tutti i generi, dalla musica al teatro, al cinema in grado di soddisfare le esigenze della città intera. Per il finanziamento esistono, anche in questo caso, considerevoli risorse europee.

Inoltre un ruolo centrale riveste il Teatro Comunale. L'uso di questa prestigiosa struttura, collocata nel cuore della città, non può limitarsi alla messa in scena di una pur più che dignitosa stagione teatrale, con indotte attività molto lodevoli e interessanti. Penso che al Teatro Comunale, invece, come un contenitore aperto tutti i giorni, crocevia delle tante attività culturali, musicali, teatrali, organizzate e spontanee che si svolgono nella nostra città. Sarà compito della nuova amministrazione studiare, in collaborazione con l'istituendo forum delle associazioni, una forma di gestione in grado di corrispondere a queste esigenze. Il complesso di S. Agostino può diventare il palazzo delle Associazioni Culturali e Musicali di Caserta sperimentando un protocollo di gestione partecipata e condivisa dei beni comuni e culturali delle città sul modello «Labsus», già utilizzato con successo a Bologna e in altre città.

Il Comune, anche in questo settore, ricco di realtà locali rappresentative di tutti gli sport, deve recuperare un ruolo di organizzazione e di promozione in stretto rapporto con la rete articolata e diffusa di società sportive. Con la loro collaborazione e con quella del Comitato Provinciale del Coni, attraverso l’auspicabile costituzione di una Consulta dello Sport, provvederemo ad analizzarne i bisogni e lavoreremo per tentare di soddisfarli. In tal senso riteniamo che vada fatto ogni sforzo per assicurare l'apertura prolungata di tutte le strutture disponibili e delle palestre delle scuole, in modo da avvicinare alla pratica sportiva le più estese fasce di cittadinanza. Per raggiungere tale obiettivo, però, è necessario procedere alla riqualificazione funzionale delle esistenti strutture di proprietà comunale, come ad esempio lo Stadio A. Pinto, in modo da assicurarne la massima fruibilità e funzionalità.

La profonda crisi economica attraversata dal Paese ha messo in grande difficoltà soprattutto le fasce deboli. La nuova Amministrazione svolgerà un'azione di pungolo e di proposta affinché le strutture sanitarie e l'Azienda Ospedaliera escano dalla fase di inefficienza in cui sono precipitate e tornino con impegno a svolgere i loro compiti. Quanto ai propri ambiti di competenza, il Comune si attiverà per rilanciare le politiche sociali, di sostegno alla famiglia, alla persona, ai soggetti diversamente abili, agli immigrati, interloquendo con le associazioni e le organizzazioni degli operatori del Terzo Settore attraverso l'istituzione di Forum e Consulte che affrontino le diverse problematiche. La Consulta delle Donne sarà il luogo di espressione delle esigenze delle stesse, in un'ottica di ricerca e conseguimento di obiettivi di parità e pari opportunità nel lavoro, nella società, negli incarichi decisionali, elettivi e istituzionali.

Al fine di incrementare l'azione politica per la famiglia, la prima iniziativa sarà la riapertura dell'unico asilo nido comunale, oggi chiuso, e la progettazione di una rete di asili pubblici nelle frazioni per il sostegno alle famiglie nella cura dei figli, aumentando l'offerta pubblica con flessibilità oraria.

Dovrà essere avviata una fase di confronto e concertazione con le dirigenze scolastiche per definire un piano di manutenzione delle scuole materne, ipotizzando, tra l’altro, la possibilità di aperture pomeridiane, in modo che le scuole stesse diventino punto di aggregazione sociale, prevedendo lo svolgimento di attività culturali e sportive.

Il processo di insediamento e di crescita della nostra Università continua a registrare ritardi inaccettabili nella vicenda della realizzazione del Policlinico a partire dalla sottoscrizione dell'accordo di programma del 1999, scaduto nel 2007 e non ancora rinnovato. Per il Policlinico riteniamo che immediatamente debba essere convocata la cabina di regia, cui era affidato il compito di sovrintendere e risolvere i problemi legati all'avanzamento dello stato dei lavori, per arrivare a una rapida conclusione degli stessi.

Il trasferimento a Caserta del Policlinico (400 miliardi delle vecchie lire relativi ai finanziamenti stanziati nel ‘92 per 500 posti letto) ci doterebbe di una struttura avanzata per la didattica, la formazione e la promozione della cultura medica, la ricerca, la cura e il miglioramento dell'assistenza sanitaria e rappresenterebbe inoltre anche uno stimolo per le altre strutture sanitarie già esistenti sul territorio. La presenza in provincia del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) e di altri importanti centri di ricerca, darebbe luogo, con l'attivazione del Policlinico e unitamente a forze imprenditoriali e sociali, a importanti sinergie per lo sviluppo stesso della città.

Il risanamento e la compatibilità ambientale devono essere principi portanti in tutte le nostre azioni di governo della città già danneggiata da anni di scelte irrispettose delle risorse ambientali a partire dalle attività estrattive, dallo scempio dei monti Tifatini e dallo sversamento incontrollato di rifiuti di ogni genere. Un attento monitoraggio deve essere effettuato per ogni forma di smaltimento e abbandono incontrollato dei rifiuti di ogni tipo. A tal riguardo il potenziamento e miglioramento della raccolta differenziata deve portare al passaggio da tassa a tariffa introducendo criteri di premialità per i cittadini più virtuosi. Obiettivo, comunque, della conurbazione resta, in materia di rifiuti, l'attuazione del ciclo integrato dalla raccolta, a monte, fino all’impiantistica, a valle, passando per il riciclo e riuso di tutte le materie prime e seconde per una soluzione definitiva e organizzata del problema, come avviene in tutti i paesi civili del mondo.

In tale ottica deve essere affrontato il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti in sintonia con il nuovo piano del rifiuti approvato dal consiglio regionale della Campania. Importante è, oltre al controllo dell'inquinamento dell'aria, una migliore gestione della risorsa idrica per ridurre gli sprechi derivanti da assenza di manutenzione della rete idrica e nel contempo controllare possibili fonti di inquinamento.

È certamente uno dei punti del programma più importanti e delicati ed è necessario affrontarlo con serietà e senza demagogia. Sarebbe ovviamente facile promettere di abbassare le tasse comunali, ma sarebbe allo stesso tempo poco credibile. I cittadini casertani si aspettano dalla prossima amministrazione serietà e rigore, essendo stanchi di promesse, che poi puntualmente non vengono mantenute. La situazione economico/finanziaria del Comune non consente almeno nell’immediato una riduzione delle tasse locali; è bene che si sappia che la quasi totalità delle entrate comunali serve per pagare i costi fissi del personale, della organizzazione comunale e dei mutui sottoscritti dalle amministrazioni precedenti.

Quindi l’obiettivo nei primi due anni di mandato non potrà essere la riduzione delle tariffe e delle aliquote dei tributi, ma dovrà invece essere l’utilizzo ottimale della quota parte di entrate comunali non destinata alla copertura dei costi fissi, indirizzandola verso iniziative che abbiano finalità sociali o di miglioramento dei servizi ai cittadini. Per quanto attiene poi la modalità di gestione è necessario approfondire le due differenti alternative possibili: passare a una gestione internalizzata delle entrate comunali cioè a una gestione delle entrate comunali effettuata con personale dipendente dal Comune o proseguire con la gestione affidata mediante gara a evidenza pubblica a un concessionario iscritto all’apposito Albo tenuto dal Ministero della Economia e delle Finanze. Anche in questo caso la strumentalizzazione è di facile presa.

Ci sarà senz’altro qualcuno che, con superficialità e puntando a fare presa sui cittadini, dirà «basta» con i concessionari e magari quelli che lo diranno faranno parte di schieramenti politici che hanno introdotto la esternalizzazione delle entrate nel Comune di Caserta; non sarà utile dirlo ma è onesto ammettere che quella decisione, presa da una amministrazione di centro destra e in particolare da Forza Italia, si rivelò anche producente perché vi è stato in questi ultimi dieci anni un fortissimo recupero delle evasioni di tutte le entrate comunali. Ma la coerenza non è di tutti e magari oggi quello stesso schieramento politico proverà a sostenere tesi opposte solo per ragioni elettorali. Appare indispensabile anche in questo caso assumere una posizione seria e ponderata, perché sarebbe veramente strumentale far credere che senza il concessionario esterno si pagherebbero meno tasse; non è il concessionario che stabilisce l’entità delle aliquote dei tributi comunali ma è l’amministrazione comunale ed ho già avuto modo di dire in pieno senso di responsabilità, che la situazione economico/finanziaria del Comune non consente almeno nell’immediato una riduzione delle tasse locali.

È opportuno dire con chiarezza che la complessità della gestione delle entrate non consente a nessun Comune italiano la internalizzazione dei servizi connessi alla gestione delle entrate, neanche ai Comuni che hanno una struttura dirigenziale e organizzativa più efficiente e solida rispetto a quella che in questo momento ha il Comune di Caserta; pertanto tutti i Comuni italiani si avvalgono di Equitalia o di altri concessionari per la realizzazione dei differenti servizi che consistono nella gestione dello sportello aperto ai cittadini, nell’accertamento delle evasioni, nel supporto alla rendicontazione e al contenzioso e nella riscossione coattiva delle entrate. Io conosco bene l’apparato dirigenziale e organizzativo del Comune sul quale mi sono già ampiamente dilungato nello specifico punto di questo programma e proprio per questo so, ad esempio, che l’unica entrata gestita in questi ultimi anni direttamente dal Comune è stata la TASI, che è stata anche la tassa a fronte della quale è stato riscontrato il minor gettito in rapporto alle somme accertate. I cittadini vogliono efficienza e qualità del servizio e soprattutto vogliono che tutti paghino quanto dovuto, perché è evidente che una riduzione del gettito delle entrate comunali produrrebbe addirittura un incremento invece della auspicata riduzione delle tasse comunali.

Quindi, poiché non voglio il facile consenso di cittadini raggirati da promesse elettorali, ma voglio il consenso di cittadini consapevoli dei problemi reali, il mio obiettivo in questo settore è in assoluto il miglioramento dei servizi di gestione e riscossione delle entrate comunali, il recupero di ogni forma di evasione ed elusione, la introduzione di agevolazioni e riduzioni per le fasce più bisognose della cittadinanza casertana. Mi impegnerò in questo settore come in tutti gli altri affinché tutti gli affidamenti esterni siano attuati in piena trasparenza attraverso gare a evidenza pubblica e avvalendosi della Stazione Appaltante voluta dalla Prefettura.

Le modalità di gestione della sosta devono essere ridefinite. Ritengo che vadano attuate modalità di gestione differenziata separando in modo netto la gestione delle aree di sosta su striscia blu dalla gestione dei parcheggi in struttura e dalla gestione delle aree circoscritte. Per quanto attiene le aree su striscia blu ritengo che debbano essere eliminate le aree più periferiche per concentrare le strisce blu nelle aree del centro cittadino, ferme restando la Ztl e le aree pedonali. Per quanto attiene i parcheggi in struttura, oltre ad una efficiente gestione del parcheggio di Piazza IV Novembre (Monumento ai caduti), è necessario risolvere in via definitiva il contenzioso con il Demanio relativo al parcheggio in piazza Carlo III, che è essenziale per il flusso turistico dei visitatori della Reggia Vanvitelliana. Per quanto attiene invece la sosta in aree circoscritte, riteniamo che vada abolita la sosta a pagamento nelle aree prospicienti la Fiera settimanale di via Ruta.