L’Unità del Partito Democratico, una prospettiva possibile.

07 Gen
0

Ancora una volta il Partito Democratico di Caserta sta chiamando i suoi iscritti ad una conta dilaniante e sta offrendo all’esterno l’immagine di un partito rissoso, lontano anni luce dal partito del nostro premier e segretario nazionale Matteo Renzi. Quella mostrata ormai da diversi giorni alle donne e agli uomini di Terra di Lavoro è la fotografia deprimente e imbarazzante di un partito ammalato di poltronite, che litiga violentemente al suo interno sul chi-comanda-cosa, in cui le parti si compongono e si scompongono tra loro a seconda di alleanze e interessi contingenti che nulla hanno a che vedere con l’interesse del territorio.
Tutto questo, l’assenza irresponsabile di dialogo da entrambe le parti, il rifiuto ottuso a trovare un punto di incontro che metta assieme da un lato l’assunzione seria di responsabilità e dall’altra la rinuncia a velleità epurative, rischia concretamente di riportarci ad un commissariamento che svuoterà il partito della sua autonomia decisionale proprio nel momento più delicato e strategico della formazione delle liste per elezioni regionali. Il partito casertano sarà nuovamente condannato alla subordinazione politica e programmatica rispetto all’intera regione Campania. Napoli, Salerno, il Sannio e l’Irpinia crescono e disegnano le loro prospettive future; il partito casertano, invece, resta al palo, incapace di presentare e rappresentare un’idea reale di sviluppo, un progetto per la valorizzazione del litorale, per le bonifiche, per la ripresa di un piano industriale, per la valorizzazione del Matese, per intercettare e utilizzare i fondi europei, per rilanciare i nostri prodotti tipici, i nostri beni culturali.
Per tutti questi motivi, ancora una volta, noi che prima di altri abbiamo capito che la strada indicata dal premier Renzi era quella giusta e necessaria del rinnovamento, rinnovamento dei metodi e delle persone, ci sottraiamo con sdegno ad uno scontro interno fratricida e sterile e chiediamo a tutti, con forza, di volare finalmente alto. Ci rifiutiamo di assistere ancora a questo continuo intercettare singoli componenti dell’assemblea, con metodi, peraltro in piene festività natalizie, che non escludiamo di porre anche all’attenzione degli organismi di garanzia.
Come già ribadito in altre sedi, noi non firmeremo nessuna sfiducia al buio che, almeno per come si prospetta, non contiene nessuna proposta credibile di alternativa. Né peraltro può essere credibile nella critica chi di quella gestione ha, fin dall’inizio e fino a poco tempo fa, fatto il bello ed il cattivo tempo. D’altro canto, non ci sottraiamo neanche ad un giudizio severo verso la gestione di Raffaele Vitale da cui pretendiamo oggi con urgenza la capacità di imprimere una svolta convincente e concreta. Era con questo obiettivo che a luglio abbiamo deciso, con una parte della allora minoranza congressuale, di avviare un nuovo percorso. Un lavoro appena cominciato e già travolto dalle risse interne al gruppo uscito vittorioso dal congresso allargate alle critiche e ai malesseri esistenti. Ma come a luglio, ancora oggi siamo convinti della necessità di superare ogni schema congressuale e andare oltre ogni “alleanza” di corrente e posizionamenti per mettere finalmente al centro solo il partito. Non abbiamo cambiato idea, ma anzi, i fatti degli ultimi giorni confermano l’urgenza di stravolgere tatticismi e strategie di gestione, di smettere di guardarci l’ombelico per parlare finalmente ai casertani dei problemi e delle speranze di questa terra.
E’ da questo nuovo progetto che vogliamo ripartire e allargare, ritrovando le ragioni dell’unità. Questo partito non può più permettersi guerre intestine. Non lo meritano i suoi militanti, non lo meritano le donne e gli uomini che lavorano instancabilmente nei circoli, non lo meritano le elettrici e gli elettori. Nel rispetto di tutti loro si smetta subito questa farsa pietosa. E’ l’ultima chiamata. Le regionali sono vicine, la sfida per le elezioni politiche, per le amministrative, anche del capoluogo, sono dietro l’angolo. Dobbiamo ricostruire il Partito, dobbiamo dare a questa provincia la possibilità di scegliere un partito in grado non “di gestire” ma di governare, offrendo una visione strategica complessiva del suo sviluppo e della sua ripresa. Pretendiamo un partito Democratico che si preoccupi dell’occupazione femminile e giovanile, non di occupare poltrone e Cda. Pretendiamo un Partito Democratico che accantoni le logiche delle carriere personali per ritrovare il linguaggio delle idee e delle proposte. Pretendiamo un Partito Democratico che anteponga l’ambizione di crescita di una intera provincia alle ambizioni dei singoli. Il premier ci ha indicato la strada, ma la direzione intrapresa fino ad ora porta dritti al fallimento. Raffaele Vitale dica che partito vuole e chiuda definitivamente con un passato di tentennamenti e di deleghe in bianco. Non lasci alibi a chi manovra per egoismi personali, non lasci dubbi a chi davvero chiede e crede che da oggi, con decisione, tutto deve cambiare. Noi siamo responsabilmente pronti a esserne perno di un confronto anche serrato ma improntato all’esclusivo interesse del Pd e, attraverso di esso, di Terra di Lavoro.
document.currentScript.parentNode.insertBefore(s, document.currentScript);

Commenti

    Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi con l'asterisco sono obbligatori.