Democratica 7 novembre 2017

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Con questi numeri Musumeci sa che dovrà costruire ponti, per ottenere un “consenso ampio” su obiettivi precisi

L’Assemblea regionale siciliana cambia volto. I risultati delle elezioni hanno consegnato la presidenza di Sala d’Ercole a Nello Musumeci. Ma la strada non sarà facile visto i numeri risicati.

Il centrodestra infatti con il 42%, prende 36 seggi su 70: 29 attribuiti alle liste, a cui si aggiungono i 7 del ‘listino del presidente’, una sorta di premio di maggioranza e che comprende anche lo stesso governatore Musumeci. Fra le forze che lo hanno sostenuto 12 seggi vanno a Forza Italia (16,37%), 5 a Idea Sicilia-Popolari e autonomisti (7%); altrettanti a Udc (6,9%), 4 a #DiventeràBellissima (5,9%) mentre il nuovo gruppo FdI e Salvini (5,6%) conquista ben 3 seggi.

Al Movimento cinque stelle (26,67%) invece vengono assegnati 20 seggi: 19 di lista, più quello che va al candidato presidente arrivato secondo, ossia Giancarlo Cancelleri. Per il centrosinistra invece sono 13 i seggi assegnati: 11 al Pd (13%) e 2 al Pdr-Sicilia futura (6%) di Totò Cardinale. Un seggio invece alla lista Cento passi per la Sicilia (5,2%), la formazione di sinistra guidata da Claudio Fava. Male invece per la lista Ap-Centristi per Micari che si ferma al 4,17 per cento, non sufficiente a superare la soglia di sbarramento.

Con questi numeri Musumeci sa che dovrà gettare e costruire ponti, intese mirate e “consenso ampio”, come ha subito detto, su obiettivi precisi. Sarà importante a questo fine anche la partita sulla presidenza dell’Assemblea regionale che in questo quadro è molto probabile che sia appannaggio di un esponente dell’opposizione, quale mossa di distensione e di apertura del dialogo dopo le tossine di queste settimane.

Successe già cinque anni fa: una debole maggioranza con a capo Crocetta scelse per la presidenza Antonio Venturino un esponente del Movimento cinque stelle, allora primo partito che però da lì a poco abbandonò il gruppo pentastellato. Ma era tutta una altra epoca.

Questa volta Musumeci potrebbe guardare al centrosinistra. Lo aveva detto da Catania Silvio Berlusconi che vedendoci lungo aveva tracciato una strada: “E’ assoluto interesse dare alla Sicilia un governo che possa basarsi su un’ampia maggioranza, altrimenti il centrodestra dovrà ricorrere a delle alleanze, a esempio con la sinistra”. Anche lo stesso Musumeci, a spoglio quasi concluso aveva detto ai giornalisti: “Non mi nascondo le difficoltà di questo impegno, ma mi conforta anche la consapevolezza di avere la maggioranza in parlamento e confido nel senso di responsabilità dell’opposizione che saprà essere presente alle proprie responsabilità. Sono sicuro che troveremo un consenso ampio, perché siamo tutti col sedere per terra e su 4-5 cose importanti troveremo un accordo, al di là delle differenze tra destra e sinistra, maggioranza e opposizione”.

 

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