Agenda Speciale Servizi Sociali

23 Feb
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Non ho fatto a tempo ad affermarlo che subito mi è stato offerto l’esempio concreto.
Come ho detto sabato mattina? In questa città lo sport ufficiale è essere “contro”.
“A prescindere”, direbbe Totò.
Così i miei amici con cui condivido la partecipazione alle primarie del Pd hanno ritenuto giusto iniziare il nostro confronto “programmatico” dichiarando la loro “contrarietà” ad una mia proposta.
Io mi ero limitato ad annunciare un mio punto di vista: l’esigenza di affrontare, ancora prima dei progetti faraonici di cui spesso si riempiono le campagne elettorali, la grande emergenza della nostra città: e cioè un piano a favore dei più deboli e indifesi, un rafforzamento delle politiche sociali.
Gli strumenti per farlo possono essere tanti, ma quello che è indifendibile è la situazione attuale, che i miei critici sembrano preferire.
Io ho grande rispetto per “gli esperti” che ho sentito evocare, ma francamente ritengo che la politica sia scegliere e correre il rischio di sbagliare, ma certo non può delegare ai tecnici le decisioni strategiche e l’indicazione delle priorità.
Torno sul tema per chiarezza.
I decreti Madia e le scelte auspicate sia dal governo Renzi che dal governatore De Luca invitano (forse qualcosa di più di un invito) alla rapida semplificazione del sistema delle partecipate pubbliche.
Le scelte nazionali e regionali sono la cornice essenziale di ogni discorso, come potete costatare dalle note che ho distribuito – unico tra i candidati – durante la mia presentazione.
Questo significa avviare un lavoro molto serio su come riorganizzare gran parte della gestione di servizi essenziali per i cittadini (acqua, gas, rifiuti, trasporti) colpendo sprechi, doppioni e tentativi di aggirare la trasparenza necessaria negli affidamenti pubblici.
Ciò vale anche per il settore dell’assistenza sociale, che assorbe risorse considerevoli, e su cui è giunto il momento di verificare l’efficacia degli interventi e la congruità dei costi.
In questo senso continuo a considerare di “sinistra” la scelta che le politiche sociali siano saldamente nelle mani pubbliche e che ci sia la totale trasparenza su come queste attività vengono svolte.
Non piace l’idea di una azienda speciale? Non avete letto i decreti Madia e le direttive della giunta regionale? E va bene, ma proponete altro, non limitatevi a essere sempre “contro”.
Sono pronto ad ascoltare a a valutare proposte migliori delle mie.
Quello che non accetto è una finta “caciara” che ha il solo scopo di gettare schizzi di fango, un po’ qua e un po’ là, così, tanto per non abituarci troppo all’idea che possiamo aspirare a svolgere, anche a Caserta, un confronto leale tra di noi.

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